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serrando i denti sul proprio dolore. - E nella notte, quando sento piangere il bambino, penso che egli forse G figlio di colui che mi ha ammazzato i miei ragazzi. II banibino non ha colpa; ma io non posso sentire quella voce. Bisogna portarlo via. Cosi, per liberare le famiglie dalla presenza degli intrusi e per salvare queste incolpevoli creature, e stato aperto fin dai primi giorni della liberazione un apposito Ospizio a Portogruaro. I brefotrofi nelle terre liberate non erano ancora riorganizzati; e poi non avrebbero potuto accogliere questi bambini, che, in faccia allo Stato, sono legit- timi, perche figli di donne maritate; later i//e esi quem iusta nuftiae demonsnrant. La caritI' non ha mancato di venire in soccorso della pia Istituzione. I1 Comando Supremo (Affari Civili), il Ministero delle terre liberate, i Prefetti e altri enti pubblici, e persone private hanno dato i primi aiuti. I niedici, con alto intelletto d'amore, hanno prestato la loro opera per la direzIone sani- taria (i). Una Dama, nobilissima figura di italiana e di cristiana, dopo di aver assistito come infermiera della Croce Rossa i soldati per tutto il tempo della guerra, si e ch.iusa nelle bianche e pietose stanze dell' Ospizio, curando, in silenzio, questo doloroso poshumo della guerra (2). (1) Direttore sanitario dell'Ospizio t ii prof. Pietro Tasca. Ii prof. Berghinz, specialista per le inalattie de! bambini, il dott. Mo- scatelli e il dott. Travaglini prestarono pure la loro opera, sempre gratuitamente. (2) La N. D. Emma Manacorda. - IO -
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